Gli estremi del minatore

siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro
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dalla mente di un poeta modellata con pasta malleabile cosi che le parole diventino strette lunghe corte profondo tenebrose oscure sprofondate risalite e una vita che forse nessuno immagina nessuno sa cos'è oggi viene riportata alla memoria su quelle facce sarde, francesi, alle Marcinelle belgio minatori oggi carichi di silicosi ieri oscurati nel ventre della terra duro lavoro quello.
Sono per me appuntamenti imperdibili questi con le mille e una anime che popolano il mondo che ci va raffigurando il nostro omissam. Lo considero un vero poema postmoderno, che possiamo vedere poco a poco vivere e svilupparsi, animandosi di antieroi, naufragati in disabitate metropoli che tutto hanno, fuorché la capacità di farci vivere umanamente. Minatori dispersi, alla deriva di sé stessi, che custodiscono in teche di cristallo il ricordo alla rovescia di qualcosa di preziosissimo che non hanno saputo usare...
Una verità triste e solitaria quella del minatore, ove il rischio è di non trovar mai quel che cerca... forse non lo sa neppure lui, forse spesso scava per inerzia, abitudine o perché crede che giunto a quel punto, tanto vale proseguire... e scavare scavare, contro la sua stessa vita, che si consuma nelle tenebre... di certo troverà chi, come lui, è laggiù per lo stesso motivo... avranno tutti la stessa faccia spenta ed un sorriso muto, quello di chi sa che non può far a meno di scavare, ancora, in direzione opposta al sole... Una vita spesa lontano da tutto, tra anime "perse"... L'ho sentita molto... lirica penetrante... dice molto molto più delle parole...

