Felicità perduta
Grazia Longo
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Sei la pelle nuda dell’estate
le sue albe senza vento
su mare lattiginoso e fermo
preludio certo di sole rovente
che bucherà il tramonto a sera
con i suoi raggi ardenti.
Sei il brivido improvviso di rosei fiori
su illividiti rami ancora nudi di primavera
il profumo impalpabile dei sogni
in petali trasparenti d’avvenire.
Sei quel tremolio di lampada
nelle ore scure d’inverno
quella voce aspra di fiamma schioccante nel camino
a carezzare il silenzioso scricchiolio d’ossa e denti
e quella voce calda vibrante a scuotere rami di silenzio
come refolo improvviso in una calma apparente.
Sei questo immaginarti ora a fuoco spento
nella mente che non cede alle lusinghe del tempo
e batte sullo stesso tasto
la stessa goccia che cade e resta
coagulata in una venatura verde.
Sei la felicità perduta, congelata
in questo tempo assente.
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L'autore
Grazia Longo
Commenti (1)
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Francesco Rossi18 gennaio 2012
Intensa e bella poesia d'amore dove gli elementi essenziali sono intrecciati con maestria e sensibilità.

