Fame

Gli animali furono imperfetti, lunghi di coda, plumbei di testa. Piano piano si misero in ordine, divennero paesaggio, acquistarono nèi, grazia, volo. Il gatto, soltanto il gatto apparve completo e orgoglioso: nacque completamente rifinito, cammina solo e sa quello che vuole. . L'uomo vuol essere pesce
Commenti (10)
il senso del vuoto nell'animo affamato d'amore, una profonda poesia introspettiva, immagine suggestive, ottime le metafore, complimenti
è dolore che soffoca. ed odio che stringe la gola, come quella mano, pietosa forse, o senza pietà. E' una poesia claustrofobica, viene voglia di uscire all'aperto a farsi bagnare dalla pioggia gelida, a farsi trafiggere dal vento ma respirare... finalmente tornare a respirare
Una mano che attanaglia la gola... stringe... ti soffoca ...e ti costringe a cercarlo disperatamente quel respiro!...Tutto l'affanno interiore in questa lirica che si manifesta nella sua reale crudezza... versi sempre ottimamente stilati che distingue l'Autrice, alla quale va tutto il mio Plauso... per quanto rie s c e sempre ad e ss ere profonda! Bellissima!
non posso che condividere il pensiero degli autori qui sotto, molto suggestiva e sofferta ... ogni riga, ogni parola grandiosa
Linguaggio spezzato, per parole che faticano ad esser scritte. Pensieri frammentati, per un discorso che non si capacita di se stesso. Si inceppa la logica, disconnessione e lessico a brandelli, come l'anima di chi scrive, come la voce di chi parla... rotta dal pianto.
L'ho già letta tre volte e mi lascia dentro ogni volta qualcosa di nuovo, quando invoco aiuto che chiamo bisogno travestito... E' un film di sentimenti proiettato in ogni verso. Travolgente.
Che intensa poesia! introspezione ed emozione, certi passaggi da brivido, in ottimo stile. Complimenti all'autrice!
l'aria che manca... la vita che sembra finire... il dolore... la paura... ma c'è l'attesa di qualcosa che possa far cambiare il volo... una speranza? un'illusione?... grande poesia...
come il vento freddo in faccia... tagliente, secco ...a tal punto che la pelle richiama ed ha fame e sete di crema per lenire le screpolature... opera che appare di hiaccio e che allo stesso tempo e grazie ai contenuti, sghiaccia in verità e in poesia sentitissima
Un volo troppo basso... e le aspirazioni si fermano, aspettativa eterna, bisogno impellente mai risolto, ansia o poi odio. Si vorrebbe chiedere di più, ma l'orgoglio lo impedisce. Io leggo questo in questa lirica introspettiva dal ritmo intenso!








