Tra le mie rovine

Brancolo, tra ammassi di pietre e calce,
al buio tento l'uscita
ai lati mura pericolanti
di questa città fantasma.
Iraconde le braccia nemiche
brandiscono ferri furenti
esplodono colpi, fischiano alle orecchie
pallottole d'odio
e atavica rabbia animale.
Tra la gragnuola di colpi
raccolgo le ultime forze tendo i nervi
cerco ragione per vivere
voglio rivedere il sole.
Laggiù alle pendici delle colline
vedo i Tuoi lunghi capelli
le Tue esili braccia protese
e vedo l'amore nei Tuoi occhi grigi
che scalzano candidi cirri e nembi bigi
ancora rivedo il mio sole
ritrovo ragion di vita.
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Commenti (5)
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C
Citarei Loretta Margherita20 gennaio 2012
benché si passi un periodo infelice gli occhi rivolti alla persona amata incoraggiano ad amare ancora, notevole poesia, complimenti
Fiammetta Campione20 gennaio 2012
L'amore che fa rivivere, che fa risorgere dalle proprie ceneri, che all'improvviso trasforma tutto intorno a noi, l'amore che ci fa uscire dal buio. Bella lirica, molto apprezzata
Patrizia Ensoli20 gennaio 2012
Tra passato e ricordi, la luce di un sorriso, ridona l'impeto e la voglia di vivere ... cullandosi, nella dolcezza di tanto amore... Molto bella
EnzoL20 gennaio 2012
ricordi che trapelano in questa dolce e malinconia poesia, dove dopo tanto buio si intravede un po' di luce ottima
v
vinfra4721 gennaio 2012
tra le nostre rovine c'è sempre un gatto nero a ricordarci chi siamo e dove andiamo. complimenti e un caro sincero saluto


