Gli angeli del vento
Giorgia Spurio
671 poesie pubblicate
+ Segui

Perché vorrei della gabbia
che le sbarre siano polvere,
e fare due per due
-tre per tre-
i gradoni, scale e spericolate scivolate
come i bambini,
saltare –come i canguri, si-
perché si arriva ancora più in alto
sfidando le ali dei gabbiani
che dicono tutti di chiamarsi
“Icaro”.
Perché il sole non sembra mai troppo lontano,
e incandescente sembra un viandante,
eppure è lì fermo,
come l’inferno;
-No, mamma, è fermo lì come un paradiso che brucia-
Sono i grilli che parlano
persino d’inverno
alle anime di Pinocchio,
e agli angeli del vento.
Perché dei malconci mulini
nessuno si ricorda,
eppure le formiche si divertono
a disegnare castelli
sulla farina lasciata dall’ultimo mugnaio,
perché dei bambini nascosti
-caduti- nessuno si ricorda
finché non sentiranno piangere
le piogge nelle grotte.
-Non voglio labirinti- così tuona
e rintocca ogni goccia...
forte –e ancora-
più forte,
è la voce di Icaro.
🌐
Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
L'autore
Giorgia Spurio
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
S
Sanzi20 gennaio 2012
A volte leggendo questi testi (tuoi) penso che c'è una forza, un amore per la vita, anche una percezione molto forte e profonda dei lati inquietanti, laceranti dell'esistenza, l'una non esclude l'altra ma, convivono... però nessuno può cancellare quella fiducia nascosta nella vita, però nessuno può cancellare quell'obiettività di vedere le cose... spero di non avere detto sciocchezze, è la mia impressione leggendo. Già Bella
