Sono (prospettiva rovesciata)
Rossella Gallucci
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Sono il ninnolo di cartapesta che sorride,
la ballerina che gira stanca sul carillon
sono la chitarra scordata e poi dimenticata
sono il fiume senza piena,
il fuco senza Regina
la pianta senza foglia
il pianto della follia
Vago - forse sono -
eterea luce afona
che s'inchina al volere della notte
Sono - ma non mi arrendo -
una meretrice in cerca di ristoro
come se di colpo
avessi ritrovato l'uomo (il mio uomo).
Sono - forse vago -
nel nulla come chimera
Vago è il pensiero
che cammina strisciando
insinua la luce
- forse -
- Sono -
dunque penso
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L'autore
Rossella Gallucci
Commenti (1)
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Anna Maria Scamarda26 gennaio 2012
Quando le riflessioni si trasformano in splendidi, introspettivi versi... culminando con una chiusa che si rifà al pensiero cartesiano. Apprezzatissimi!

