Come un naufrago
Mario Contini
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Come un naufrago
vago sull'isola dei ricordi,
sibila il vento
di solitudine e mancanza,
cado tra arbusti spinosi
che graffiano come il tormento
annego nel lago dei pensieri,
come fiore appassito nell'ombra
cerco nuova linfa, briciole di carezze,
grumi di speranza
a rinvigorire l'anima stanca
che nella nebbia oramai si dissolve
soffia l'alito del tempo
che inesorabile mi consuma
e sbiadisce il mio vivere,
m'uccide questo senso d'impotenza
mentre il cuore urla a squarciagola
oltre l'isola,
oltre il mare, oltre l'orizzonte
come un naufrago lancio il segnale,
divampa l'immenso falò
sul desolato arenile della mia mente,
tra le alte lingue di fuoco bruciano sogni
e tutti i rami secchi
del grande albero dei miei ricordi.
©
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L'autore
Mario Contini
Commenti (1)
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Francesco Rossi23 gennaio 2012
L'autore in questa sua bellissima poesia decanta gli aspetti intrinsechi dell'animo con riferimenti alla natura regalando immagini e colore.

