Dodici passi dal timone

Gli animali furono imperfetti, lunghi di coda, plumbei di testa. Piano piano si misero in ordine, divennero paesaggio, acquistarono nèi, grazia, volo. Il gatto, soltanto il gatto apparve completo e orgoglioso: nacque completamente rifinito, cammina solo e sa quello che vuole. . L'uomo vuol essere pesce
Commenti (7)
Fantastica strutturazione dei versi eccellente la metafora anzi incantevole e lo è ancor di più, per me, che sono (ero) un uomo mare... Riassume l'autrice, marcandolo con la chiusa, il senso della vita... quello che tutti dovrebbero chiedersi "in navigazione" ...e si domanda come c'è finita su quella barca a dodici passi dal timone... in una barca GOVERNATA DA ALTRI. CHIUSA A DIR POCO FANTANTICA per non dire dell'incipit originale e che dona un valore aggiunto ad una OPERA che è già, per il contenuto, MAIUSCOLA. AMMIRATISSIMO!
imperlata di versi eccellenti, colpiscono per l'introspettiva stupenda con una bellezza che incanta accumulandosi in pregiati e sentiti metafore che espongono un destino in quel di mare... POESIA... bellissima
Non è mai un errore seguire il cuore e non c'è mai nulla da rimpiangere anche perché gli errori si pagano sempre mai andare contro la propria natura per niente e nessuno. Molto bella e profonda ben scritta complimenti
la barca della vita e dell'amore, spesso affrontano tempeste, a volte si sfascia e si è naufraghi, ma per quanto riguarda il sentimento se amore è il capitano si supera la tempesta, ottima poesia, preziose metafore
e si, e fintanto che tutto è placido e non ci si scrosta tutto va bene, ma appena l'onda rende scomodi che si viene aditati, una metafora che trovo splendida nelle immagini che inseguono queste tempeste e il mutamento ... ma dove trovo anche una sottile ironia, diretta forse a se stessi o ad esterni o alla sorte come un rimuginare dei passati, dove quello che fino un secondo fa era positivo perdesse completamente di significato assumendo infine una forma ignota e negativa entusiasma
Metafora stupenda, la nave in balia delle tempeste, ma il modo in cui l'autrice ha saputo trattarla è ancora "più stupendo". Applausi e applausi, piaciutissima poesia.
un viaggio di labbra caramellate e di sole, di spruzzi non salati, di luci, di speranza, di vele spiegate, e poi l'accusa, di aver mollato il timone, pallida ed infreddolita e vedere le vele sfilacciarsi sotto un fortunale o penzolare, lacere, nella bonaccia senza vita di mari infestati da barracuda, è questo il castigo? E di quale colpa? Forse di quei passi... uno... due... tre... dodici... dal timone. A volte siamo talmente stanchi che quei passi, all'indietro non riusciamo più a farli, vada come vada... lirica suggestiva al punto di sentirne gli odori, ed il freddo, meravigliosa poesia di un'autrice eclettica e dotata, un incanto" leggerla"





