Rodo dentro

Nell'angusto cunicolo t'insinui
le idee possessive sfibri,
cedono certezze tenaci,
l'azione erosiva le spezza.
Larvale dormi e non mordi.
Giro e rigiro tra le mani
tasselli mancanti al puzzle mentale,
s'incastrano a coda di rondine
nell'esatta quadratura del cerchio
che stringe e l'amore stinge.
Gli sguardi, i loro, s'incrociano
troppo, spesso le mani si toccano,
a caso le parole s'inseguono
si prendono, le Tue rincorrono le Sue.
Alambicco bollori, distillo goccia a goccia,
idee, concetti e pregiudizi,
in un liquore d'esizie
falso elisir panacea dei mali,
ingabbiato dietro sbarre dorate
costrutto di mendaci pensieri,
sempre più roso
fino alle ossa.
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Commenti (4)
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Giacomo Scimonelli25 gennaio 2012
termini ricercati e significativi che diventano colori dipinti con maestria poetica dall'autore ...verseggiare elegante e melodioso da conservare e rileggere
Francesco Rossi25 gennaio 2012
Bellissima poesia che censura dalla propria essenza i pregiudizi. Ottima e condivisa scelta.
Fiammetta Campione25 gennaio 2012
Quel sentimento negativo che prende, offusca la mente e il cuore e diventa predominante, un'ossessione... Ben descrivono questi versi il "rodimento" che trasforma e tira fuori la parte peggiore, lirica molto interessante
Splendido Leotta Michele27 gennaio 2012
come una evocatrice gelosia che incorpora pensieri... rode quel sentimento che inala un godere tra sensi di piacere... dal quale lato umano tepora l'amore...è bellissima



