Perduta madre
E tu,
quante ciglia hai, intrecciate con il mare?
Cosa sognano gli anellìdi
che mirano i fiori alle radici?
E come loro,
più non saprai
del profumo delle stelle?
O sarà l'attesa, a gocciolare lenta
tra le mani congiunte?
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Commenti (1)
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Sara Acireale28 febbraio 2012
Sono d'accordo con l'autrice... I genitori che sopravvivono al proprio figlio provano un senso di disperazione enorme ed è come se si "sentissero in colpa" per essere ancora vivi, per essere su questa terra mentre il figlio (in giovane età) è dovuto volare via... Massima comprensione per questi straziati genitori... Mi sono entrati dentro l'anima questi versi
