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Morte 25 gennaio 2012 · lettura 1 min · 1826 letture

Perduta madre

M
Marina Como 178 poesie pubblicate
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E tu, quante ciglia hai, intrecciate con il mare? Cosa sognano gli anellìdi che mirano i fiori alle radici? E come loro, più non saprai del profumo delle stelle? O sarà l'attesa, a gocciolare lenta tra le mani congiunte?
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Non lo so ma deve essere un incubo sopravvivere al proprio figlio. Forse sentirsi un verme per essere ancora "vivi".

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Marina Como
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Commenti (1)

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Sara Acireale28 febbraio 2012

Sono d'accordo con l'autrice... I genitori che sopravvivono al proprio figlio provano un senso di disperazione enorme ed è come se si "sentissero in colpa" per essere ancora vivi, per essere su questa terra mentre il figlio (in giovane età) è dovuto volare via... Massima comprensione per questi straziati genitori... Mi sono entrati dentro l'anima questi versi