Tra i ciuffi d'erba
manfredi marcianò
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Non v'è nulla per cui battere
in poppa
imperioso
fra spumeggianti
onde
da lui plasmate,
a render l'aria
umidamente
satura
d'un vapor d'acqua salata.
E ancora niente
per cui valga la pena
che accarezzi
questa mia pelle
lacera,
da se stesso sorretto,
spandendo di qua
di là
un gradiente di odori
antropici,
annichilati
dal troppo viaggiare.
Non una cosa per cui prenda senso
il suo triste boato,
il suo sbatter le porte di case
disabitate,
il suo servire d'imperi
falsamente
a lui prodigati...
Non una canzone,
per quanto possibile,
sincera
risuona,
ululando
tra i ciuffi d'erba.
E invece...
Lui sta lì,
dovunque,
e soffia,
strappa a quell'aria
brandelli
di sogni anneriti,
sfumati
tra un dire indeciso
e un far come fosse
concessa ad altri
la scelta
di vivere
o farne a meno,
di dire se è tua
la forza di rialzarti
volando
tra folle di secco fogliame.
Di dire
se a te appartiene
il potere
d'alzar polvere per accecare
o per rendere timidamente
visibili
realtà insabbiate.
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L'autore
manfredi marcianò
Commenti (1)
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Francesco Rossi28 gennaio 2012
Il poeta in questa pregevole composizione poetica avvolge un insieme di elementi miscelandoli con naturalezza in versi.

