Attendendo il sorriso
Le dita calano, a canzonare le voci di vecchi tamburi,
tra sguardi sciocchi e primordiali istinti.
Lo segue lo strascico di lerci calzini
due taglie più grandi delle sue speranze.
Il loro grigio implorante, piangente,
non desta pietà alcuna. Non lo turba nemmeno.
Frivolezze, sciocchezze, sfuggite allo spettro del necessario.
Il solo attimo in cui fiuta la vita, si sveglia, si desta,
e con rapido impegno raschia via un sorriso
è al dardeggiare di lei
attraverso il vetro
che taglia due mondi distanti.
Calano ancora le dita,
ma in modo diverso,
per legarsi e sfuggire al sadico giogo
del gioco perverso
di un tempo e di un luogo.
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Commenti (1)
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poeta per te zaza29 gennaio 2012
poesia con un'anima, come nella descrizione del piccolo suonatore seguito dallo "strascico di lerci calzini due taglie più grandi delle sue speranze". Bravo, continua, metti una nota al testo.
