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Natura 29 gennaio 2012 · lettura 1 min · 2113 letture

Nel piacere del dolore

omissam 412 poesie pubblicate
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I confini del dolore sono inappellabili. Scivolano addosso come colla rimani avvinto increspato... il sottile fascino cinge i tuoi sensi fino a farti prigionier servente... lui, dolore acclamato, propina il suo rosario di spine spinge la tua anima a cibarsene a fondersi in esso creando riverente alibi alle tue necessarie debolezze... dolore, astuto incantatore mentore delle nostre inadeguatezze fruisce delle infinite manchevolezze creando un cerchio senza fine... mi cibo di esso specchiandomi nel tuo delirio così insostenibile... dolore dolore dolore, irrinunciabile teorema...
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Masoch docet...

L'autore
omissam

siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro

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Commenti (8)

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S
Sadness29 gennaio 2012

Un treno ad altissima velocità paragonerei all'autore, metafore particolari concatenate con una tale spontaneità che mi lasciano senza parole, uno scenario dalle mille sensazioni, complimenti per la premessa e la chiusa, per tutto

h
hy ju29 gennaio 2012

Amore spesso purtroppo, è crudeltà inevitabile. Amare molto è soffrire molto. Fa intensamente male, desiderare intensamente qualcuno. I confini del dolore e dell'amore, sono così labili. E poi c'è quel piacere definitivo che dà certa sofferenza sublime. Che non sai se inizia quando smette o se finisce quando non ne puoi più.

Angela Fragiacomo29 gennaio 2012

ecco! finalmente una poesia che dipinge il dolore nella sua variante più blasfema eppure così costante nel genere umano... v'è chi di dolore si veste ogni giorno, come quelle donne che vestono il lutto per il resto dei loro giorni, perdendone anche il senso, ma facendosene scudo: io sto male! Dunque... E quel "dunque" apre infinite licenze... si diviene vittime e carnefici di sé stessi... cannibali della propria vita... ci vuole coraggio a spogliarsi del dolore, tocca poi vivere... tutt'altra storia... grande tema in grandi versi in grande stile! Ammaliata ed ammiratissima! Da conservare gelosamente e segnalare, quale perla!

EnzoL29 gennaio 2012

non posso che annuire leggendo, il dolore, che ci accompagna, che diventa amico infaticabile, di cui diventiamo - stranamente golosi - mi rispecchia fedelmente questa tua riflessione, alla fine è grazie ad esso, che ci si supera, ci si sfida... molto molto molto apprezzata

Jade29 gennaio 2012

Il dolore fa parte della vita, altrimenti non sapremmo che cos'è la gioia e la felicità. Il miglior modo per affrontarlo è convincersi che il dolore prima o poi se ne andrà. Allora lo si abbraccia, lo si vive fino in fondo e si aspetta che si nasconda da qualche altra parte, fino a che la vita, ne porterà dell'altro. Molto molto bella. Complimenti e fiocco.

Fiammetta Campione30 gennaio 2012

Il dolore fa parte della vita, ma di esso ci si può anche nutrire, dietro al dolore ci si può anche nascondere, usarlo come alibi salvifico di fronte alla possibilità di crescita... allora diventa un compagno fidato nel quale riposare e da sbandierare quando c'è una "minaccia" esterna! Trovo molto intelligenti e profondi questi versi che tracciano una definizione insolita (eppure così frequente) di questo argomento. Applauso

Duilio Martino30 gennaio 2012

Incantevole questa lirica... dolore parte integrante della vita... nutrimento della vita stessa... irrinunciabile teorema. Chiusa da incanto! Infiocchetto!

malaluna19 febbraio 2012

la gioia e il dolore sono gli estremi che, come due mani giunte in preghiera, sempre si sfiorano