Fragili tremori
angelo cora
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Il vento che soffiava forte nella notte,
sbattendo rumoroso le ali del mattino,
d’ un giorno già in cammino
Nel pizzicar spirare, bruma poi spargeva,
ovunque s’ aggirava, su gocce di rugiada,
su fiori già seccati, tra nudi davanzali, vicoletto e strada
Rabbioso lui com’ era, spazzava via pensieri, rimasti ancor
del ieri, fra sogni assai gelosi e tracce di dolori
Un po’ di te parlava, senza mai sfiorare le soglie dell’ amore,
quando dai pori della pelle sortiva il tuo sapore,
come neri freghi su pagine del cuore
Lasciava nei meandri nascosti della notte, il tuo dolce
sorriso, scagliato d’ improvviso sul volto e nei miei occhi,
divelti da stupore
Nel forse non capire, se fosse vero amore quel che traspariva,
nel pensarti ancora, fra lacrime indecise e fragili tremori
In quel denso soffiare al cuore confidava, tra fonti di bagliori,
d’ un’ alba che nasceva, parola che doleva
Non eri tu la luce che gl’ occhi accecava,
quel raggio poi di sole, che il cuore s’ attendeva,
un lieve lumicino, riflesso tremolante,
su goccia di rugiada
©
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L'autore
angelo cora
sono, bianco, fantasma trasparente che s'aggira inutilmente, tra lievi ricordi e grevi sentimenti, ove esondano nel niente, sottilissimi pensieri, in onde impetuose, dal fiume della mente - Lascio comunque al cuore, il tanto ringraziare, quelle gentil persone, che pur non conoscendomi, leggono, a
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