Un baratro infinito

Non sono un "Poeta" di quelli con la P maiuscola, dato che, per esserlo, necessitano delle capacità che io non ho. Mi piace, piuttosto, definirmi un 'poeta a tempo', uno che scrive perché sente la necessità di comunicare, e smette di farlo quando non ha più nulla da dire... Ho scelto 'la poesia' per parlare, dat
Commenti (2)
Questa tua mi riporta all'altra "mosche"... Sai che c'è?Che forse non è l'esser mosche bianche, nere, incolori, difformi, conformi ecc E' la mancanza di "coraggio" che ci stringe e costringe in un "essere" che neanche ci appartiene; la nostra vera essenza latita silenziosa ai margini di una vita che (spesso) abbiamo scelto consapevolmente o meno, e che adesso ci sta stretta come un abito di due taglie più piccolo. E mi dico che non è giusto "aspettare" il fondo come via d'uscita! Non è giusto per me e neanche per te, e neanche per tutti coloro che come noi spesso si ritrovano in questo baratro dell'essere. Ma il coraggio dov'è? O forse c'è molto più coraggio a restare qui ...e non per noi
Mi sento di condividere il pensiero che il poeta esprime quando dice che si attende di toccare il fondo per trovare una via d'uscita ... sono sensazioni che spesso si provano molto dolorose e difficili da affrontare, ma con una grande forza e tanto coraggio ci si può riuscire... la poesia quasi inutile dirlo è davvero molto bella arriva alle mie corde profondamente... ringrazio l'autore per i versi che ci regala...
