Dea bendata
Amedeo Falco Teophilus
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Dea mia bendata
guarda solenne
questo cuore,
che da dardo
avvelenato trafitto,
d'amor più non
canta.
Stringo tra le mie
minute e solcate
mani,
la Tua nera rosa,
e inerme, sento
le affilate spine
entrar nella mia
rosea veste, come
piano entra il dolor
nell'opaca mia anima.
E si cruccia il mio
Destino,
che dinanzi a i miei
vuoti occhi,
la vita di armoniose
gioie sveste!.
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Amedeo Falco Teophilus
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