Ombra del V Canto

Sinuoso turbinare
di un notturno tango
avvolge fronti accese di sudore.
Siamo tracce d’anima
nel rosso scarlatto della passione.
Intorno corpi si stringono,
spariscono, affogano l’uno nell’altro,
naufragano distratti da caldi sospiri.
La notte incombe padrona
dei nostri sensi,
siamo schiavi del desiderio,
ma tu
non liberarmi, ti prego:
indosserò queste catene gelosamente,
come gioielli,
di cui presto pagherò il prezzo.
Alitiamo parole orfane di un amore incognito,
sul fuoco che ci conosce.
Vogliamo solo bruciarci,
sfiorare ancora l’idea di noi.
Mentre tremiamo di lussuria,
ai margini della ragione,
Gianciotto, cieco d’ira, straccia
il velo del nostro segreto,
nei suoi occhi grida la mia colpa.
Il desiderio reclama il suo compenso:
sento il sangue, il mio,
che è il tuo,
scivolare silenzioso sul petto.
E’ ancora caldo.
Sorrido.
“Amor, ch’a nullo amato amar perdona”.
©
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Commenti (1)
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paolo corinto tiberio2 febbraio 2012
eh eh, buona, Giangiotto Paolo, Francesca... ho detto molto nel blog e ancora dirò sul canto che è il piede di terracotta di tutto l'ordinamento infernale... l'amore, fa traballare persino l'inferno...