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Amore 1 febbraio 2012 · lettura 1 min · 10262 letture

Eppure era primavera

Nunzio Buono 2609 poesie pubblicate
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Sai ti chiamavano amore le cose quando vestivi lo spazio dei miei occhi che camminavano il tempo I primi passi del mattino poi la sera dell’attesa prima della carezza ti sei dispersa dell’essenza dove ho spedito un bacio e non hai saputo coglierne il respiro - eppure era primavera il suono distante d'un treno lungo i filari i fari nella nebbia in quell’andare indifferente nella voce della notte. - c’è un sorriso ora che non ha labbra e che ti ascolta nei giorni andati e che ti ascolta dentro un pianto che non parla. Sono stato dove ti cercavano i discorsi, sponda a decrittare in quell’esatto istante che hai spento la luce e sono diventato mare.
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...Sono stato dove ti cercavano i discorsi, [i]sponda[/i] a decrittare in quell’esatto istante che hai spento la luce e sono diventato mare.

L'autore
Nunzio Buono

Breve biobibliografia di Nunzio Buono Poeta, scrittore, recensionista, si possono trovare le sue liriche in diverse antologie di autori vari, scrive in siti di letteratura di notevole pregio, ricevendo consensi critici da giornalisti di grande rilievo. Diverse le note di merito e d’onore ricevute, vincitore di concors

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Commenti (3)

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Aldo Bilato1 febbraio 2012

da questa poe che m'è piaciuta tantissimo toglierei solo l'ultima riga...

Vita D’Amico4 gennaio 2013

Vestivi lo spazio dei miei occhi che camminavano il tempo. Intensa e sublime anche nella chiusa finale ... e sono diventato mare. Ottimo verseggiare del poeta.

Rosetta Sacchi13 agosto 2015

Eppure era primavera! E sarebbe dovuto andare diversamente… Non saper cogliere il respiro d’un bacio … è così che ci si perde, è così che un sorriso resta vago, quasi sospeso nell’astratto, un sorriso resta senza labbra. Una poesia straordinaria!