Quel che resta
lucia curiale
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Groppo,
viluppo intricato
di lacrime a non scendere.
dicono
il tempo tutto aggiusta
e il mal disperde
intanto l'ora è immobile
Il vento
soffia alle finestre
non bussa
pretende
dicono
un giorno si placherà
nell'incanto di un istante
quando mossa da corrente rigenerante
passaggio obbligato
cielo nuovo
prenderò il volo
passerò colline
prati in fiore
berrò acque cristalline
mi amerò
E non sarà più gelo
ma fuoco e aria
di occhi
fiamme
E brucerò
di chiusura
sarò porte
Dicono
rimane vuoto
raro amore
intanto non un ingranaggio ad attivare l'emozione
e fuggitive sono anche le parole
che mute non sanno spiegare.
Se si potesse al cuore comandare...
Ma vinta su di un letto
sanguino dell'oltraggio il più infame
"c'è stato solo fisico, mai sentire"
All'uomo hanno spiegato
del "ti amo" l'autentico significato?
E se così è appurato
perché un giorno sente e il giorno dopo è già bello e andato?
Ecco, l'ingranaggio ora funziona
rimescolo pensieri
e idee nuove pur se alla deriva.
Quel che resta non è che un ronzio fastidioso
una mosca che irremovibilmente gira e rigira
sulla stessa traccia di un vecchio disco
la puntina
©
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L'autore
lucia curiale
Nata in Puglia, Foggia, il 3 dicembre 1968. La poesia è come un'aria che muove e smuove. "E' la sorpresa, la meraviglia di un qualcosa che accade o è già accaduto ma ci appare comunque nuovo e necessita di chiarimento." (cit) La poesia è anche fiato, respiro, vita... E come tale è per tutti, è di tutti. La poesi
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