1.036 lettori online · 357.538 poesie · 7.565 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Introspezione
Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Patrizia Ensoli
Si attiva solo se vuoi tu — non parte da sola.
Introspezione 3 febbraio 2012 · lettura 1 min · 3522 letture

Anobium punctatum (tarlo)

Patrizia Ensoli 1223 poesie pubblicate
+ Segui
E’ un giorno assente oggi ma in fondo anche quelli passati e scivolano gli occhi nel riflesso di vetro terrorizzati di trovarvi il niente sfuggono il vuoto di un fiume asciutto senza gorgoglii rumori vivi A tutto ci si adegua anche al silenzio ingoiando solitudine ai margini della noia odiandosi stando a galla nella stessa vita Fascinoso lutto in cui mi avvolgo alimentando il tarlo che divora un non sfamarsi __ di cui si ciba __
♥ 0 💬 6
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Anobium punctatum: nome scientifico del tarlo

L'autore
Patrizia Ensoli

Solo una donna, nient’altro

Tutte le opere →

Commenti (6)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Idalgo Visconti3 febbraio 2012

Una solitudine angosciante, quella che ci fa illudere in un giorno migliore... Bella.

C

quando la solitudine come un tarlo corrode la vita, molto intensa complimenti

EnzoL3 febbraio 2012

- a tutto ci si adegua - penso che la capacità umana di adeguarsi, abbia tanti difetti quanti pregi... spesso questo nostro 'pantofolare' ci rende succubi ed immobili, quasi prigionieri di noi stessi... aspettando ... inutilmente... ottima riflessione molto condivisa, stile impeccabile

Giovanni Chianese3 febbraio 2012

Lirica in stile meraviglioso con versi poetici sublimi e con capacità di penetrare a fondo. E' uno scivolare di sensazioni senza interruzioni, culminanti nell'apoteosi di una chiusa, che costituisce il vero poetare. Ciò accade quando l'anima monologa con la propria coscienza e si morde.

S
Sadness3 febbraio 2012

Sentito, il tarlo si sente tra questi versi, direi che è una descrizione perfetta del momento sfiduciato cerchiato da infinita solitudine, momento sentito e condiviso, complimenti per le belle sensazioni, molto apprezzata

L
Loreta Salvatore29 agosto 2012

Un viaggio nel profondo per cogliere il tedio e la condizione di assenza e del vuoto. Un cibarsi delle sensazioni di distanza dalle cose e dal mondo. Un verseggiare sincero e molto espressivo che coinvolge il lettore in un percorso interiore.