Favola che fu
Grazia Longo
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Tu che senti appena l’eco dei miei sospiri andati
in questi cocci di parole taglienti di luce e suono.
Quest’eco che non tace nella conchiglia vuota
sussulti di memoria d’abissi sconosciuti
di quelle donne ch’ero e non sono stata.
Nella vanità del sole ho scelto l’ombra
e ho bevuto il sole in un bicchiere vuoto.
Lo sguardo ha sigillato il gesto
la mano ha taciuto la sua voce
e il tempo ha fatto il resto.
Suona di vento la conchiglia a riva
e la favola che fu, è rinnegata.
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L'autore
Grazia Longo
Commenti (1)
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Giuseppe Boccanfuso4 febbraio 2012
Lascerò che il profumo del mare inebri i miei pensieri trasportandomi in un ricordo che fu... fu favola vissuta, fu sospiro di pensieri. Come sempre leggerti è poesia pura.

