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Sociale 6 febbraio 2012 · lettura 1 min · 4422 letture

Un lamento che strazia

Giacomo Scimonelli 518 poesie pubblicate
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Cuore ed anime respirano stessa aria legati piedi e mani si ode un lamento che strazia avanza come lama penetra stridente rallenta silenzioso trafigge incuneandosi tra vergogna ed impotenza l'inumana certezza non sconfigge. Voltarsi e fingere. Nascondersi colorando l'indifferenza non voler respirare l'acre profumo essenza di anime incolpevoli anime torturate anime come spazzatura bruciate. Muschio di morti ricopre i tappeti della memoria assurda follia senza scusante alcuna. Il rimorso di molti non serve oggi chi poteva rimase immobile chi sapeva compiacente e complice. Anime in gabbia. Macchia eterna. Ricordar sempre barbara ed atroce cattiveria inutile e severa sofferenza. Mente avvolta da follia mente stolta da ipocrisia. Pianti continui a nulla servirono grida di innocenti visi puniti con mamma e papà rapiti nascosti dai loro sorrisi allontanati per sempre dalla felicità. Ricordare il passato ogni giorno ogni istante. Un genuflesso pensiero a chi mai domo con coraggio dipinse ugualmente un sogno e fino all'ultimo alla vita si aggrappò fino all'ultimo anelito di fumo fumo di lacrime senza più futuro.
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L'autore
Giacomo Scimonelli

Sono nato il 15 giugno 1971 a Saronno in provincia di Varese e dall’età di 13 anni vivo a Caltagirone in provincia di Catania. Sono educatore presso una comunità di minori da ventisei anni e amo il mio lavoro. Ho due figli che adoro. Amo la quiete ed il silenzio. Scrivere mi aiuta a sentirmi meglio quando la tristezz

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Commenti (25)

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Angela Fiore6 febbraio 2012

versi strazianti, che ritraggono quei tristissimi momenti vissuti da tanta povera gente...

Donatella Pezzino6 febbraio 2012

Entrare nel dettaglio di una memoria che pesa ancora oggi sulla razza umana, una vergogna scolpita a caratteri cubitali per l'eternità che nessuno potrà mai cancellare e che purtroppo si rinnova tutt'oggi nel lamento di tante vittime della feroce macchina della guerra... guardare negli occhi quelle vittime, ad una ad una, e ascoltare le loro voci... e tradurre queste voci in versi, per evocare con straordinaria sensibilità drammi terribili che nessuno dovrà mai dimenticare. Hai scritto qualcosa di unico, Giacomo... non ho parole per descriverti la profonda commozione che ho provato... complimenti, una poesia che si "vive" verso dopo verso.

Grazia Denaro6 febbraio 2012

Perché non debba accadere mai più, ogni anno nel giorno del ricordo viene messa in evidenza la strage che si perpetrò su un popolo inerme e indifeso da un altro popolo della civilissima Europa. Versi sentiti e apprezzati, molto belli nel rimarcare la bruttura dell'evento. Bravo!

P
Patrizia Pepe6 febbraio 2012

Momento storico ignobile, versi che dettagliatamente descrivono l'orrore e lo strazio... Non dimentichiamo, e questi versi commuovono in modo straziante, sei stato a cogliere ogni essenza di disperazione...

Cinzia Gargiulo6 febbraio 2012

Un orrore che lascia costernati ma l'uomo è capace di grandi cattiverie che putroppo continuano ad essere perpetrate in tanti modi nel mondo. Poesia straziante, molto apprezzata.

C

fu un 'immane tragedia voluta dalla pazzia collettiva di gente che nulla aveva di umano apprezzatissima

rosanna gazzaniga6 febbraio 2012

L'animo umano ha fragilissima bontà e insaziabile cattiveria. Una tragedia dovuta alla follia collettiva, buia luce spacciata per necessità di migliorare il mondo. Una delle più belle liriche fatte su questo atroce tema, che pur occorre ricordare, per evitare nuove mostruosità!

Sara Acireale6 febbraio 2012

In questo periodo orrendo si perpetrarono le più grandi atrocità mai avvenute prima... Fu il periodo della perdità della ragione, gli uomini diventarono come bestie feroci e come lupi famelici sbranarono pecore inermi... Un periodo che dovremo sempre tenere impresso nella nostra memoria affinché non si ripeta MAI PIÙ una simile nefandezza...

B
Bruna Lanza6 febbraio 2012

quello che fa male: rapiti con mamma e papà...come si può portare dolore e morte dinnanzi a colore che dovevano proteggere: mamma e papà.un'atrocità dinnanzi a mamma e papà, dolore doppio e... incomprensibile... bravo Giacomo, hai centrato in pieno la malvagità dell'animo umano.

S
Sadness6 febbraio 2012

Spessa poesia dove viene solo per un momento, leggendola, un pizzico di rabbia (della serie che ci si chiede come possibile che l’uomo è così cattivo) di sofferenza legata ad un non tanto lontano periodo storico, dove a mio avviso, sia pure trasformato, è concetto che rimane ancora a galla; versi che trasmettono un sentimento mai sopito; ottima lettura

Silvia De Angelis6 febbraio 2012

Un poetare doloroso e profondo, dedicato a quelle anime innocenti barbaramente straziate, dinanzi agli occi indifferenti del resto del mondo... Poesia apprezzatissima

P
Paolo Morganti6 febbraio 2012

Un momento di grande riflessione e di raccoglimento per ricordare l'olocausto e lo fa con grande acume e in modo accorato senza spargere odio sopra l'odio e quindi un grande messaggio che condivido.

Stella Corrado6 febbraio 2012

Versi che descrivono accuratamente lo strazio ed il lamento di tantissime vittime - Per non dimenticare! Personalmente, ho visitato i campi di concentramento ed ho rivisto in questa poesia tutte le immagini che si trovano all'interno di questi orribili posti. A me suscita tanta rabbia: "Chi poteva rimase immobile, chi sapeva compiacente e complice". Giacomo hai scritto un opera!

M
Marco Passavanti6 febbraio 2012

alcuni passaggi, ahinoi, fanno davvero accapponare la pelle... così e stato e il tuo è un sensibilissimo modo per non dimenticarlo... purtroppo certi testi e parole non possono che essere strazianti...

G
Giancarlo Fiaschi7 febbraio 2012

Bellissima poesia, che tratta di una pagina nera della storia e di tutto l'essere umano!

Duilio Martino7 febbraio 2012

Tema importante sempre diffilissimo da affrontare. Se la cava molto bene l'autore che lo svolge in versi di grande pregio. Ammirato!

Giuseppe Bellanca7 febbraio 2012

versi molto intensi, che trasportano il lettore a ricordi nascosti nell'oblio, ottima composizione che ne distingue la sensibilità dell'autore... complimenti...

Alessandro Spirito8 febbraio 2012

Una macchia indelebile sull'anima del mondo. Atroce come e più di tutte le guerre. Che quei pallidi volti scarniti che respiravano l'odore acre dei propri simili siano da monito per l'orrore, perché non possa accadere mai più. Poesia bella, intensa, straziante.

Nadia Mazzocco8 febbraio 2012

Ho il cuore traboccante di commozione, questa é una poesia ma é anche un grido per tutto quell'orrore, per il troppo dolore e lacrime... una tragedia incancellabile. La conservo e segnalo, davvero meritevole!

Ela Gentile8 febbraio 2012

Pregiatissima e bellissima poesia, dal tema forte e struggente da non dimenticare mai, letta con interesse e commozione. Un plauso all'autore con i miei apprezzamenti.

L
Luisa Pira10 febbraio 2012

Composizione poetica di grande spessore, denuncia la follia, la barbara ed atroce cattiveria di menti stolte guidate da scelte politiche inumane ed assurde. Con grande sensibilità racconta il dolore e descrive le sofferenze di tutti i perseguitati nei campi di concentramento e chiede che quell’atroce passato sia monito all’umanità.

Jade11 febbraio 2012

Quanto dolore sento nel leggere questa Opera straziante!!! Inesorabilmente riporta l’orrore alla memoria, richiama agli occhi l’immagine di quello scempio di Vite Umane, uccise crudelmente, come animali della peggiore specie, senza pietà e senza vergogna. Permettimi ti prego, di riportare qui una “preghiera” di Primo Levi, che serva sempre e a TUTTI da monito. PER NON DIMENTICARE Fai che il tuo viaggio non sia stato inutile, che non siano state inutili tante morti. Per te e per i tuoi figli, fai che il frutto dell'odio, di cui hai visto qui le tracce, non dia un nuovo seme, né domani né mai.

elisabetta tegas12 febbraio 2012

Parla alle coscienze questa lirica... con un grido di dolore che colpisce e induce a profonda riflessione. I miei complimenti all'autore

Anna6227 gennaio 2013

Versi intensi che fanno riflettere e nel silenzio del proprio cuore ha nascere una preghiera per tutte quelle anime oltraggiate dalla cattiveria umana... Plauso all^autore per come ha saputo scuotere, attraverso i suoi versi la coscienza dei lettori

Paola Vigilante27 gennaio 2013

Versi strazianti in memoria di uno dei periodi della nostra storia da non dimenticare, da imprimere bene nella mente per smuovere le coscienze. Vittime innocenti della malvagità umana che si rivolta contro i propri simili, senza alcuna pietà, con violenza e crudeltà. In ricordo dei nostri fratelli ai quali è stato tolto ogni diritto umano e soprattutto il bene più prezioso della vita. Combattere ognuno come può per evitare che si ripetano simili mostruosità che rappresentano una pagina della storia dolorosissima e di cui vergognarsi. Profondamente sentita.