Lo straniero bianco

In mezzo al campo di corvi
mi appare lo straniero bianco,
e di colpo tanti ricordi
mi fanno sentire più stanco.
Ma forse è solo impressione,
riflesso di un colpo di luce,
banale giustificazione
di un'ammissione che tace.
Mi faccio più vicino allo specchio
per guardarlo dritto negli occhi,
non può essere mia questa macchia
che appartiene al mondo dei vecchi.
E sfioro la sua paglia canuta
che dicono tanti pensieri,
di anni vissuti e sfuggiti
al contatto di vizi sinceri.
Il primo capello bianco
mi presta però la sua voce,
e quasi io mi convinco
che non sia nemico tenace.
Ma amico, solidale fedele,
confessore di primi tormenti,
non fiele, non letargico male,
inchiostro bianco di sentimenti.
©
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