Lacrime
Rossella Gallucci
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Non scriverò ancora lacrime
su questo foglio sciatto.
Sbavature di inchiostro nero
cancellano parole.
Seminerò granturco
in giorni di pioggia
per poter poi
rileggerne i chicchi.
E sospirandone i contorni
mi rifugerò nelle spighe,
giallo raccolto di passata semina.
Ferite come l'alba solcano
lacrime
mentre scende la notte
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L'autore
Rossella Gallucci
Commenti (2)
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Annamaria Barone6 febbraio 2012
e tornare sulle proprie parole, sgranarle come una spiga, sentirne il peso e la forza, e la consistenza, senza lacrime? La chiusa farebbe pensare di no... musicale e bella lirica si legge con grande piacere
Rita Minniti7 febbraio 2012
Lodevole poesia che fa emozionare anche il cuore più duro, dove l'autrice, con bravura, riesce persino a stemperare le lacrime di cui parla. Perché in ogni verso, in ogni parola si avverte la forza di ammettere che non bisognerebbe piangere, ma bensì voltare le spalle al dolore, perché le ferite purtroppo sono lì, a fare male, ma possono essere stemperate con la forza della propria volontà. E' una poesia che ho letto più volte e ogni volta mi è parsa sempre più bella. Complimenti di cuore!


