Quella notte

L’ampiezza di una
ferita può contemplare
l’ansia, perché soffi su foglie
secche che bruciano
l’amore che viene
dal cielo.
Quella notte
il dispregiativo fu la
furia di quel vento torbido,
che mi portò via dalla
terra funesta.
Pensare allo
sfolgorio delle tue
parole, come un frutto aspro
indigesto di colore
esacerbato.
Resta il vago
tra le volute trame nelle
stanze vuote…...l’istante
sfiora questo incerto
morire.
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Commenti (1)
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Paola Galli10 febbraio 2012
intensamente descritta la tristezza e l'amarezza d'un amore che ha lasciato il segno, ma che ha addolorato l'animo! come il sapore d'un frutto aspro ed indigesto!! molto condivisa!
