T'amo!

D'amor vorrei comporre un bel sonetto
e poi donarlo a chi m'ha preso il core,
così che a lei recasse quel calore
che sua bellezza ha messo a me nel petto.
Ma par che Amore, a me faccia dispetto,
giacché dell'occhio suo lo splendore
vien meno per socchiudersi al rossore
e il guardo suo a me non vien diretto.
Vorrei palese far quant'io più bramo:
degli occhi suoi bearmi della luce,
saziarmi del candor del suo bel viso
e l'anima colmar del suo sorriso.
Gioia, sarebbe a me che al ciel conduce
quando sul labbro suo dicessi "t'amo!"
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Commenti (1)
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filiberto11 febbraio 2012
Una metrica perfetta. Alcuni potranno anche pensare che ha sapore di antico, ma non è così. La riscoperta di ritmi armoniosi, di rime e accordi non fanno perdere genuinità alla Poesia, l'arricchiscono. Molto piaciuta e segnalata.