KRONOS (tra Bios e Thanatos)
Rossella Gallucci
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Di quell'ultimo viaggio ne ho il ricordo
stretto nella morsa di un abbraccio
e fu nel gelo che si consumò
-misfatto senza tempo-
Mi disse: cercami
ed io seguii il sentiero.
Ma non c'è tempo, umili fiammelle,
né fame sarà mai così perversa
da ricordare i morsi e le sconfitte
senza rinascita da quelle stesse ceneri.
Smarrii il cammino e non lo ritrovai
poi mi parlò il giorno senza fiato
sputando ad ogni verbo farfugliato.
Mi disse:
ascoltami le tenebre
e non ritrarre i fuochi dalla pelle.
Soltanto il tuo cammino può annegare
l'oblio di questa lenta lunga sosta
che lascia cicatrici aperte accese
ma ancora spegne l'acqua con il fuoco.
Non correre, guerriero della notte,
foriero di dolore, morte e vita.
Non mi destar da questo mio letargo
se non puoi render conto dei miei abbagli.
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L'autore
Rossella Gallucci
Commenti (1)
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alessio carlini10 febbraio 2012
una bella opera ed oserei dire dai toni ancestrali e preziosi... la lettura mi ha portato in una dimensione originale

