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Introspezione 11 febbraio 2012 · lettura 1 min · 3774 letture

Fantasmi

Francesco Rossi 1097 poesie pubblicate
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Nella notte che tutti gli spettri muove udì gemere la cupa voce del gufo vagabondando in quella tenebre buia. Le bianche forme, velate come in sogno vede e, il tormento che lentamente la vita divora sembra aspettarlo ancora. Dal suo sonno destato la verità rivede assoluta. Nudo e spiritato alza le braccia al cielo e, sulla coperta si strugge mentre il pianto gli si chiude in gola. Come una pietra gli si incollò al cuore, non sgorgò nessuna lacrima in quella notte di terrore.
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L'autore
Francesco Rossi

Francesco Rossi nato a Sestri Levante il 24/01/1958 Pensionato. Terminata la scuola dell'obbligo nel 1974 assunto come operaio in una ditta, nel 1976 assunto in Fincantieri dove per 35 anni ho svolto la mia professione di operaio speciallizato. E' in quei anni che si completa la mia formazione culturale con l'impegno

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Commenti (5)

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C

a volte la sofferenza è così profonda che blocca il pianto liberatorio, ottima poesia complimenti

Nadia Mazzocco13 febbraio 2012

Una Poesia intensa che scuote l'anima e mi riempe il cuore di tristezza ... mi sarebbe piaciuto leggere una nota per poter commentare meglio di cosí, io sento in ogni verso sfumature di dolore intenso specie nella chiusa... Le lacrime se tenute dentro sono pesanti, veramente molto pesanti. Solo se si sciolgono in pianto, sono capaci di aprire tutto ciò che è chiuso. Possono molto...

C
Colomba10 giugno 2012

Quante metafore riguardante il dolore, la sofferenza, soprattutto con la complicità del buio, riemergono dall'inconscio fantasmi non graditi, che mettono in agitazione l'anima, la drammacità aumenta quando non si riesce a liberarsi con le lacrime, tutto rimane dentro come l'acqua che continua a bollire, bella nella sua essenza!

rosa dagostino14 giugno 2012

quanti fantasmi popolano nella nostra anima, quante lacrime inghiottite, se potessero parlare griderebbero tutto il nostro dolore!!fiocco ben meritato.

Berta Biagini12 ottobre 2012

Credo che bisognerebbe guardarsi intorno più spesso, onde non rimanere feriti da quanto ci circonda.