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Introspezione 11 febbraio 2012 · lettura 1 min · 1315 letture

Veglia

maria cavallaro 257 poesie pubblicate
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Tarda il calar delle palpebre e rotolano nel mio silenzio gomitoli di pensieri, che si attardano nel dipanarsi confuso dei loro colori. Si mischiano nella luce di tenui speranze e affoga il mio respiro nell'onda di una lacrima che vana scende a lenire l'arsura delle labbra. Stringe alfin le tempia la notte, algida nutrice di cocenti malinconie e mi avvio nell'incoscienza dell'essere, alla tenebra del sonno che al cuor lenisce ogni affanno.
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L'autore
maria cavallaro

Salve! Sono Maria, ho 59 anni e vivo in Sicilia in un paesino sulla costa ionica. Adoro il mare e le bellezze della natura che prepotente si erge nella scogliera, che orla come un nero merletto un mare di cristallo. Ho frequentato studi classici all'università di Catania e scrivo in versi da quando ero piccola. La natu

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Commenti (3)

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Donatella Pezzino12 febbraio 2012

La notte insonne amplifica malinconie e paure strimgendo il nostro cuore in una morsa di gelo... ma dopo arriva sempre l'alba. Splendida poesia che mi ha profondamente commosso, complimenti Maria.

Giacomo Scimonelli12 febbraio 2012

commovente e malinconica ...ma dolce nella stesura e originale metafora... apprezzatissima

C

il sonno come consolatore a lenire la sofferenza molto intensa, profonda poesia