Veglia
maria cavallaro
257 poesie pubblicate
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Tarda
il calar delle palpebre
e rotolano
nel mio silenzio
gomitoli di pensieri,
che si attardano
nel dipanarsi confuso
dei loro colori.
Si mischiano
nella luce
di tenui speranze
e affoga il mio respiro
nell'onda di una lacrima
che vana scende
a lenire
l'arsura delle labbra.
Stringe alfin le tempia
la notte,
algida nutrice
di cocenti malinconie
e mi avvio
nell'incoscienza dell'essere,
alla tenebra del sonno
che al cuor
lenisce ogni affanno.
©
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L'autore
maria cavallaro
Salve! Sono Maria, ho 59 anni e vivo in Sicilia in un paesino sulla costa ionica. Adoro il mare e le bellezze della natura che prepotente si erge nella scogliera, che orla come un nero merletto un mare di cristallo. Ho frequentato studi classici all'università di Catania e scrivo in versi da quando ero piccola. La natu
Commenti (3)
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Donatella Pezzino12 febbraio 2012
La notte insonne amplifica malinconie e paure strimgendo il nostro cuore in una morsa di gelo... ma dopo arriva sempre l'alba. Splendida poesia che mi ha profondamente commosso, complimenti Maria.
Giacomo Scimonelli12 febbraio 2012
commovente e malinconica ...ma dolce nella stesura e originale metafora... apprezzatissima
C
Citarei Loretta Margherita12 febbraio 2012
il sonno come consolatore a lenire la sofferenza molto intensa, profonda poesia


