Oltre il destino non c'è più terra
Grazia Longo
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Raffiche improvvise, a schiaffeggiar le foglie.
Il vento, imperioso, rastrella tra i rami,
ogni sorriso di fronde e fiori.
E il gelo penetra nel midollo, come un pugnale.
Lacera, sventola, quella che fu una bandiera!
E' una fanciulla, accovacciata nel buio, la Speranza,
e si stringe le ginocchia con le braccia,
mentre piange, col capo chino,
la fine delle illusioni e del desio.
Ah, oltre il destino, non c’è più terra,
se non quella manciata che tutti ci sotterra!
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L'autore
Grazia Longo
Commenti (1)
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Stefano Drakul Canepa12 febbraio 2012
inesorabile, senza speranza e con un ritmo inizialmente leggero che ti fa prendere consapevolezza, lentamente, del baratro... dark come piace a me

