Evanescenti ricordi
Mario Contini
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Evanescenti ricordi
di bei
giorni felici,
di quelle notti d'amore,
di quelle paure
che credevi ormai vinte
piccola anima disillusa e stanca,
ammaliata e attratta
da parole di resina
profumata e vischiosa
subdola esca
maledetto inganno,
eri un cardellino allo stremo
prigioniero sul ramo
le ali spezzate,
la disperazione negli occhi
evanescenti ricordi
di quell'oscura grotta,
dove seppellisti il tuo cuore
così colmo di rabbia,
di desolazione e dolore
immensamente
sola,
su quel freddo giaciglio
di pietre bianche,
il pianto rappreso
in alte stalagmiti di sale
evanescenti ricordi
di un'anima
morta
che infine è risorta.
©
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L'autore
Mario Contini
Commenti (2)
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C
Citarei Loretta Margherita13 febbraio 2012
magnifica descrizione di un cuore profondamente ferito che torna alla vita grazie all'amore, splendida, complimenti
Laura Maira13 febbraio 2012
Si, forse si può risorgere. La tua bellissima poesia ne dà la speranza. Risorgere da un giaciglio di pietre bianche non è semplice però. Sono tanto commossa da questi versi profondi. , complimenti.

