Un ultimo amore
Giuseppe Ciriolo
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Una vicenda d'intenso colore
Una leggenda dipinta d'amore
Una mattina riflessa per caso
folli vetrine di lacrime e raso
fitte di luce da nuvole chiare
Vecchi ricordi sbiaditi dal mare
Voce dimessa d'ambigua espressione
Sguardo carpito da un altro copione …
Era settembre di un anno indecente
Era una strada stracolma di gente
Era il destino di un lume rubato
Forse era un Dio travestito da fato
Lei era magica come la viola
suonata dal bacio di quelle lenzuola
stretta in un telo tessuto dal cuore
avvolta nel caldo di un ultimo amore
triste torpore ma giustificato
da un lieto fine senz'anima e fiato
dall'impietoso fugace commento
di un camice bianco soffiato dal vento …
lei era sola come la luna
rara e bendata come la fortuna
i pugni chiusi ma senza rancore
perché si nasce … si vive e si muore
tutto chiarito già qualche anno prima
da un malinconico cantico in rima
da un categorico infido verme
che s'invaghiva di un essere inerme
adesso era l'ora adesso era il caso
adesso era il fiore bandito dal vaso
adesso era tardi per chiedere il conto
adesso era presto per porsi al tramonto
e … mentre lui non sapeva che fare
mentre gridava per non vomitare
mentre la vita apriva le porte
e con eleganza vi entrava la morte
e … mentre lui la guardava sfiorire
mentre il suo odio voleva reagire
lei sorrideva dal telo del cuore
avvolta dal caldo dell'ultimo amore
una leggenda o solo una storia
un fragile esempio passato in memoria
un dolce ricordo di un'anima e un viso
che dall'inferno scrutò il paradiso
e … mentre lui la guardava sfiorire
mentre il suo odio voleva reagire
lei sorrideva dal telo del cuore
avvolta dal caldo … di un ultimo amore!
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Giuseppe Ciriolo
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