La bua
io vissi il mio dì piangendo altrui dolori
torturandomi d'orrori,
regalando i miei colori
e il male parassita
bruciò i miei fiori e
non si creò dei miei dolori
assai stupori
Or faro della mia vita un viaggio lieto
carico d'egoismo di gioie inaspettate
lascio agli altri il vivere irrequieto
attenti state
Sono il Massimo
non mi turbate
sarò un avido un meschino
Avrò la ragione della prepotenza
berrò a litri del buon vino
me ne fregherò della decenza
sarò un bambino che frenetico gioca
farò girar forte la giostra della vita
sarò un uomo che perversione invoca
con la demenza d'una sfinita vita
mi perderò in un delirio di passioni
e ne godrò di tutte le convenzioni
andrò dal diavolo e sparlerò quel dio per bene
che col suo buon senso voleva far patirmi pene
©
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