Respinto
La poesia,
come l'uomo,
non ha accesso
alla tua verginità:
può a tratti camminare
sul tuo seno,
e vedere riflessi i desideri,
soffiare calda su un ricciolo acerbo,
e maneggiare scontrosa i tuoi intimi contorni;
ma tu sola sai dove inizia una tempesta,
quando il tempo dolce si riposa,
a memoria conosci le scorciatoie
che portano più vicini
ai tuoi sogni;
non ho sensi di colpa
a guardarti
immensa distesa
perché dagli occhi degli altri
ti fai luminosa
e tesa,
come una lontana spiaggia,
le mie mani si fanno cupe
e tetri gli uomini
che vedo a te intorno;
allo stesso mondo apparteniamo,
eppure
su una luna diversa ti vedo annegare.
Solo un'ombra, la mia al tuo fianco,
non dorme e sa cosa può essere la morte,
non la tua aurora, non il tuo ciglio caduto dal letto.
Mi rendi immobile
come un bandiera senza vento,
perché non sento una vita
nelle tue notti straniere
nè un laccio
che a te può ricondurmi,
la tua lingua spietata nel silenzio
e il tuo corpo che vedo trofeo
saranno ricordi che fanno male.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!