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Amore 14 febbraio 2012 · lettura 1 min · 5352 letture

Nei giardini d’inverno

Nunzio Buono 2609 poesie pubblicate
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Non conoscevo la voce del tempo che passa i corridoi erano passi lenti, gli occhi camicie bianche l’andare seduto del giorno dentro le sere e le notti cadevano come gocce dentro le gocce a rompere il muro al silenzio lo specchio guardava la stessa figura allo specchio della finestra di fronte quando le stagioni vestivano l’autunno e cadevano le foglie e la neve dai rami, e pioveva il sole, e pioveva rigando il viso già liso del cielo nessuna ferita ebbe a guarire e quel giorno malato morì come un fiore sfiorato dal vento, sul prato nei giardini d’inverno.
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L'autore
Nunzio Buono

Breve biobibliografia di Nunzio Buono Poeta, scrittore, recensionista, si possono trovare le sue liriche in diverse antologie di autori vari, scrive in siti di letteratura di notevole pregio, ricevendo consensi critici da giornalisti di grande rilievo. Diverse le note di merito e d’onore ricevute, vincitore di concors

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Commenti (1)

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Rita Minniti14 febbraio 2012

Struggente, immensa poesia, dove le parole guardano con gli occhi della malinconia il sole. Piccole siepi da dove spiano i passi e le stagioni che passano e poi ritornano lentamente nel cuore di chi aspetta di ascoltare il fiato del nuovo giorno. E in "quell'andare/seduto del giorno/dentro le sere" c'è tutta l'amarezza dell'attesa e la tensione di "quelle notti"lente a trascorrere, come gocce su gocce, in una lentezza che fa sprofondare il respiro nell'alito di un vento lontano per raggiungerlo. Così... passo dopo passo, la fine, fino a quando il cuore sente bruciare le ferite che mai si riusciranno a rimarginare veramente... come scrive l'autore quando le paragona a un "fiore sfiorato dal vento/sul prato/in un giardino d'inverno". Splendida!