Che la Notte mi chiuda gli occhi
Stanotte starò zitto. Le stelle,
lassù, non vogliono le mie lacrime,
ma buoni sorrisi, per quelli, almeno,
che ancora possono. Il mio cuore
è uno stanco carillon, senza più note;
il mio diario, una rotta ragnatela
su cui un tempo, era la primavera.
Nessuno mi verrà a cercare.
Nessuno mai l'ha fatto.
Nessuno più spero d'incontrare,
perché mai ho incontrato nessuno
che con me rimanesse, vero amico.
Che la Notte mi chiuda gli occhi.
Ho bisogno di toccare il cielo.
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L'autore
Antonino R Giuffré
Nato nel 1988 ad Acireale in provincia di Catania, dove tuttora risiede, da una famiglia di modeste origini. L’ambiente ristretto e parassitario del suo paese determinano già in giovanissima età le inflessioni pessimistiche del suo pensiero, che trova ampia eco nell’elaborazione dei suoi scritti, in poesia come in pros
Commenti (1)
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Berta Biagini30 marzo 2012
Tristezza immane in questi versi che sembrano non sapere come reagire al tempo che corre – la mancanza di qualcosa è forte - solitudine impera.
