La tragedia della propria libertà

siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro
Commenti (10)
Raskolnikov... "Delitto e castigo... capolavoro di Dostoevskij... m'immersi nella lettura di questo romanzo e mi assentai completamente da tutto... m'assorbì totalmente... alla fine mi sentivo lui... davvero!!! Ottima la tua riflessione, osata col tuo solito linguaggio che imbarca pensieri di portata superiore... bivio fra ragione e irrazionale sentire, libertà... invisibile, insidiosa tagliola sul nostro cammino... arma meravigliosamente pericolosa, nelle nostre mani bambine...
l'intelligenza Raskol'nikov capire e comprendere vivere nella beata ignoranza e non viverci, il pensiero ci rende liberi eppur d'esso siamo schiavi, il pensiero nostra gioia e nostro dolore...
L'intelligenza fa di tutti noi esseri liberi e ci permette l'adattamento e il connubio con la natura, e qui si parla di ciò che l'uomo nel corso della sua esistenza ha usato per vivere meglio, sospinto da due cose fondamentali l'istinto di sopravvivenza e l'intelligenza che insieme hanno fatto paura perché ci hanno portato a livelli di vita come quelli che abbiamo oggi.
E' una domanda che mi sono posta più volte, e spesso mi sono sorpresa a invidiare gli esseri non pensanti... ma... esiste davvero il libero arbitrio? siamo davvero così liberi di decidere o piuttosto nel nostro DNA è già scritto a grandi linee il nostro futuro? E' vero possiamo scegliere, ma a volte non siamo in grado di farlo per via del nostro bagaglio ereditario, delle esperienze che ci hanno segnato...
Splendida. Colpito anche dalla nota che stignmatizza un sentire che condivido. Sarebbe molto meno tragico vivere senza pensare... Fiocco e segnalo!
beh... il pensiero ci rende schiavi... o forse i dogmi del pensiero... quanto si puo' osare, ma sopratutto (ed è qui il bello) chi dice fino a che punto si può osare... è veramente il nostro (sottolineo) nostro pensiero quello che ci limita nel bene e nel male?... io credo che in taluni casi (rari) sia la nostra stessa anima a catalizzare dei paletti... ma per tutto il resto ... puro artifizio... e vedo che anche tu la pensi in parte come me! ottima per stile, per concetto... per tutto... ps:(anche le foto sono sempre mitiche)
se entri nella mente di un killer... infine il buio inghiottirà anche te... e questo non sono io a dirlo, ma illustri, molto più savi di me... dov'è il confine tra lecito ed illecito dentro noi stessi? La morale, non quella religiosa, non quella civile, ma quella intima, della nostre psiche, la definiamo noi e via via che procediamo in questi giorni da inventare, abbiamo quel diabolico strumento, divino, del libero arbitrio, di spostarne confini... continuamente... il brutto è che più in là si va peggio si sta, tanto più quando nella nostra organizzata follia abbiamo la sfortuna/fortuna di capire, comprendere, conoscere l'abisso in cui si precipita... e quella sensazione di caduta libera diviene inarrestabile... angoscia soli di fronte a sé stessi
L'autore spinge a riflessioni inerenti il pensare, il comportarsi, l'interagire con gli altri, seguendo l'istinto ed assecondando la propria libertà, mai assoluta ma circoscritta da un susseguirsi di eventi, ora costruiti dall'uomo, ora già prestabiliti da CHI o COSA, ben non si sa. Gestire il libero arbitrio è una responsabilità a cui nessuno può sottrarsi senza accettarne le conseguenze, altrimenti, come sottolinea in modo ben forte e dubbioso l'autore, LA TRAGEDIA DELLA PROPRIA LIBERTA' è prossima. Un testo in parte condivisibile, scritto con autentico sentire umano, impostato non solo poeticamente. Segnalo con sincero piacere!
Si fa un gran parlare della società come limitatrice delle libertà personali ma questa poesia scritta in maniera egregia mi e ci ricorda quanto queste limitazioni siano i paletti che necessariamente fissiamo, affinché le nostre responsabilità, (la naturale risultante della libera scelta) non gravino troppo sulla nostra coscienza. E' come se ci limitassimo volontariamente perché la tanto agognata e sospirata libertà fosse in realtà un terribile spauracchio da cui fuggire.
Eterna diatriba fra determinismo e libero arbitrio. Avercela la risposta, son millenni che ci giriamo intorno. Prima dovremmo avere le idee chiare a proposito di ragione e di intelletto, a proposito di ragionevole e razionale e così via fino a... Dove? Il libero arbitrio. Difficile che esista, anche la vantata libertà di pensiero ha i suoi paletti. Ogni cosa è detrminata? E' chiaro che non è così. Sarebbe misero, insensato e fin troppo comodo. Non ci rimane che la casualità. La maggior parte degli eventi accadono non per nostra volontà e le nostre scelte, in relazione ad essi, sono frutto di infinite variabili. Una libertà condizionata la nostra. E il “pensiero”,genitore e non figlio della libertà: dono o castigo? A noi la scelta. Forse...









