Rude contegno

Rude contegno
nulla è rimasto chiuso
il sipario è perfido istrione,
l’ebbrezza dell’attimo mi
avvolge e mi duole.
Sussulta alle
viscere come fanciulla
atterrita di consumati amori,
dove ladresca innocenza
disarma il cuore.
Picchia sulle
costure dell’anima come
abbandonata, più madido del
pianto di confuse certezze
vorrei vagare.
L’essermi inebriata
nell’aguzzo sguardo tutto
mi parla di te, sferza il respiro
un canto disperato dove
l’anima spera di averti
ritrovato.
©
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