Guardare e non toccare è come morire

Capperi!
Al chiaror d'un sole pallido,
incipiente il dì neonato
mi porgea ramo rorido
di biancospino profumato,
è San Valentino!
Sorbole!
Bolle olio
nel tegame sfrigolando
oh che chiacchiere,
i ravioli con le frappe
e rotonde castagnole;
Scende candido e a velo
come neve l'edulcorante,
bagna rosso sangue vivo,
il liquore della nonna.
Perdindirindina!
Saltellando da un cantuccio
Arlecchin e il suo batocio
zanno quando vuole
quatto quatto come un gattone
prende il cibo, gran birbone.
Ahimè!
La prestante Colombina
corre dietro allo smargiasso
arma in pugno
urla contro:- posa l'osso!
Sennò provi lo stendimassa
e vedrai che non ti ingrassa.
Me tapino!
Son confuso
fin da prima tanti baci
e amor mi sussurravi
or mi insegui col matterello
e se la carne vale
a me resta sol
guardare.
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Commenti (4)
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EnzoL15 febbraio 2012
eh, una bellissima filastrocca, che mescola carnevale maschere e san valentino... molto ben stilata e musicale una ottima prova
Splendido Leotta Michele15 febbraio 2012
poesia in filastrocca stupenda con ottima lettura che fa gioire gli occhi... ed al POETA un bell'inchino; ... tra le sponde d'un fantastico Arlecchino e San Valentino... deliziosa e meravigliosamente bella... complimenti
Patrizia Ensoli15 febbraio 2012
Deliziosa e divertente filastrocca, versi che richiamano il sorriso e un po' d'ironia... Molto ben redatta e apprezzata molto
Nadia Mazzocco15 febbraio 2012
Ottima! Apprezzatissima, una filastrocca ironica stilata egregiamente. Ah! che delizia e quanta allegria per il cuore. Mille applausi!



