Fotogrammi
Serena Dandy Tiano
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Sono ancora quella pura vallata.
Raggi di sole e spighe di grano,
sorrisi come semi in campagna.
L'odore d'erba e fieno
da sopra la radura.
Piccoli e gialli fiori;
fruscio primaverile.
Vedo quei figli correre;
Corrono come corre il vento;
Gridano e ridono di sinceri sorrisi.
Tornano per cena al casolare
dove con te ero solita far l'amore.
Senza tanti averi
se non la forza d'amore,
tesoro grande tanto quanto
gli occhi della nostra prole.
Ci stendevamo laggiù,
la tua parte di terra e di anima
dove le maschere si scollavano dal viso
e in un bacio ti riconoscevo.
In ogni bacio.
In ogni silenzio,
canto,
profumo e balbuzie.
Dicesti
quella sarà la nostra casa,
la nostra isola felice.
Vivremo di tutto ciò che serve.
Vivremo di noi
Che odoriamo di terra, sudore e tradizione.
Fotografia di due cuori e una capanna.
Un cuore è morto.
Un bimbo non è mai nato.
La capanna è ormai legna da ardere.
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L'autore
Serena Dandy Tiano
Commenti (1)
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Bruno Leopardi16 febbraio 2012
E' davvero stupenda (e penso, forse sbagliando, autobiografica). Come è intrecciata bene la storia generazionale, e quanta tristezza dentro i versi che indicano l'amore vero, quello senza maschera, fatto di cuore e poi, di sesso. c'è dentro la capacità di far vivere il luogo ed il patos del vissuto. complimenti.

