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Sociale 16 febbraio 2012 · lettura 1 min · 2309 letture

Il carcere

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Colomba 151 poesie pubblicate
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Stridon le spranghe I chiavistelli di ferro, non splendono le celle di fregi dorati, l’anima nel sospirare geme e si domanda: felice o ingannata dalla vita? non grado sociale, non tesori, son tutti uguali nell’isola deserta, una remota landa, dove nessuna carrozza solca la via, l’anima errante sogna il sole della vita, il pensiero ondeggia, danza col vento con ali di farfalla esce dalla tomba infernale per respirare aria ancestrale.
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L'autore
Colomba

Sono un`insegnante elementare in pensione. Nata in un paesino dell`Abruzzo ( L'Aquila ) vivo un po` a Roma e un po`in Los Angeles. Per me la poesia e` libera espressione dello spirito. Ottimista e coraggiosa per natura, ho molto senso umanitario. Le mie letture preferite (oltre la poesia) sono i libri di astrofi

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Commenti (5)

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Carlo Fracassi17 febbraio 2012

Il carcere ancor oggi potrebbe essere paragonato ad una bolgia infernale. Il possibile visitatore, giunto al culmine del coinvolgimento emotivo nel commiserare la triste condizione, ode una voce fuori campo pronunciare la fatidica frase: "Non ti curar di loro ma guarda e passa!"...e tutto cade nel grande oblio dell'indifferenza!

Cinzia Gargiulo17 febbraio 2012

Il carcere un argomento difficile che apre a molteplici considerazioni ma non c'è lo spazio per trattarle in un commento... sicuramente nel nostro paese a tal proposito sarebbe tutto da rifare... La poesia è ben scritta e molto coinvolgente.

rosanna gazzaniga18 febbraio 2012

Un tema che affronta un dubbio che è di tutti. La responsabilità di scelte sbagliate è solo di chi sbaglia, o della società così imperfetta che non riesce a rimediare né con le pene né con la prevenzione? Lirica davvero intensa e una chiusa che dice tutta l'angoscia della mancata libertà!

B
Barba19 febbraio 2012

Difficile non condividere l'umanità di questi versi, che affrontano il tema da un angolatura spirituale.

Berta Biagini20 febbraio 2013

Stranamente, per il tema che si legge, ho sentito questa poesia molto musicale – quasi che l’autrice abbia voluto dare questo tocco, affinché quel che respira fra le righe possa essere ancor più sentito.