Il carcere

Sono un`insegnante elementare in pensione. Nata in un paesino dell`Abruzzo ( L'Aquila ) vivo un po` a Roma e un po`in Los Angeles. Per me la poesia e` libera espressione dello spirito. Ottimista e coraggiosa per natura, ho molto senso umanitario. Le mie letture preferite (oltre la poesia) sono i libri di astrofi
Commenti (5)
Il carcere ancor oggi potrebbe essere paragonato ad una bolgia infernale. Il possibile visitatore, giunto al culmine del coinvolgimento emotivo nel commiserare la triste condizione, ode una voce fuori campo pronunciare la fatidica frase: "Non ti curar di loro ma guarda e passa!"...e tutto cade nel grande oblio dell'indifferenza!
Il carcere un argomento difficile che apre a molteplici considerazioni ma non c'è lo spazio per trattarle in un commento... sicuramente nel nostro paese a tal proposito sarebbe tutto da rifare... La poesia è ben scritta e molto coinvolgente.
Un tema che affronta un dubbio che è di tutti. La responsabilità di scelte sbagliate è solo di chi sbaglia, o della società così imperfetta che non riesce a rimediare né con le pene né con la prevenzione? Lirica davvero intensa e una chiusa che dice tutta l'angoscia della mancata libertà!
Difficile non condividere l'umanità di questi versi, che affrontano il tema da un angolatura spirituale.
Stranamente, per il tema che si legge, ho sentito questa poesia molto musicale – quasi che l’autrice abbia voluto dare questo tocco, affinché quel che respira fra le righe possa essere ancor più sentito.



