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Fantasia 16 febbraio 2012 · lettura 2 min · 2845 letture

La dolcemorte di Ermelinda

omissam 412 poesie pubblicate
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Ermelinda, secchiello d'ossa dissipate, lagerizzata in un letto più grande di lei da troppi anni residui. Non si muove mai, Ermelinda. Al posto delle gambe due linee di pelle occhi semichiusi non seguono movimenti sempre uguali. Vorrebbe morire Ermelinda, dovrebbe... ma non può. Nessuna mano ha il potere della pietà nei guanti plastificati. Una cannula sottile, quasi vergognandosene, esca nelle nari, la sopravvive... era bella, Ermelinda. Di quella bellezza che basta per sognare per avere un mondo tutto suo obbediente e sicuro. Ora soggiace, inerme. Foglia morta senza vento... strumenti sempre piatti, strenuamentefficienti, la tengono collata ad una esistenza che non è. Che non può essere. Spera, Ermelinda. Un giorno, forse, la dignità di essere umanante le sarà restituita... una mattina marzolina una farfalla tignosa svolicchiò nella sua stanza... biancagialla, bevve l'ennesima lacrimasciutta di Ermelinda. Farfallina bizzosa prese la rincorsa. Si posò sul candido tasto togliendo forza alla vita elettrica di Ermelinda... ella, dopo tredici anni cinque mesi e un minuto, sorrisò una parvenza di smorfia celestina... per un attimo visse ancora, Ermelinda. Si rese conto proprio mentre moriva di poter esser ancora lei... fu l'attimo più bello. Emelinda non cardiaca più, finalmente...
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...può esser definita vita quella di Ermelinda? craterizzata al suo letto, senza sensazioni da vivere ne emozioni da cui nascondersi... può esser chiamata vita?

L'autore
omissam

siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro

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Commenti (8)

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Elena Poldan16 febbraio 2012

Ma che bravo che sei?... Davvero delicato e dolce questo testo che tocca un argomento così pesante e doloroso con la leggiadria del volo di una farfallina... ma che nn trascura nessuna nefandezza della triste, tristissima, disumanizzante sorte di Ermelinda... e Tu le restituisci la sua bellezza, la sua dignità, finanche un sorriso all'arrivo della morte liberatoria, col tuo verseggiare leggero, con le sillabe piegate al tuo volere... Mi ha commossa... davvero straordinario...! !!!

Splendido Leotta Michele16 febbraio 2012

questa splendida POESIA deve far riflettere ... molto toccante questa atroce verità vissuta che spazia saccheggiando l'anima... GRANDE POESIA IMMENSA

EnzoL16 febbraio 2012

ecco, e qui, su queste parole che approvo fino all'ultimo spazio, che vorrei si riflettesse bene... sull'eutanasia s'è parlato troppo e troppo male... sai ...di quelle parole che si muovono dietro a interessi di varia natura... religioni, medici, case farmaceutiche (si perché il business di mantenere in vita una persona e cosa che da gusto e denaro a quanto pare) ... ecco dietro tutto questo schifo c'è Ermelinda, che magari vuol essere ancora se stessa... e morire... ma non per come dicono molti (dignità) semplicemente per non soffrire più... che dire... sei FANTASTICO, e mi commuovi

alessio carlini16 febbraio 2012

verità toccante in poesia che si fa grido della ragione ampiamente apprezzata e condivisa

Fiammetta Campione16 febbraio 2012

No, non può essere considerata vita e vorrei che lo capissero tutti quelli che dibattono sull'argomento filosofeggiando senza tenere in alcun conto come può sentirsi una creatura che si trova in quelle condizioni. Per dare la giusta dignità alle persone e alla vita è giusto secondo me che ognuno decida per sè stesso. L'autodeterminazione è per me l'unica soluzione. Grande sensibilità da parte dell'Autore, questa lirica mi ha commosso.

C
Claudio Toccafondi17 febbraio 2012

Condivido l'ammirazione, meritatissima, degli altri, poiché la poesia davvero muove alla commozione, al pianto, al meditare su problemi "vitali". Grande e importante Poesia, complimenti.

Laura Sensoli17 febbraio 2012

Nell'angoscia di una vita non vita la disperazione nella ricerca della morte a ridar vita ad un corpo oramai annullato. Stupendo nella trattazione di un tema che condivido pienamente con te! Superba!

Barbara Golini9 gennaio 2014

mai quel che descrivi può esser chiamato vita... mai si desidera essere privati della gioia di morire quando la fine è a due passi da noi, quel che trasmetti mi tocca profondamente e profondamente ne sento le emozioni che descrivi, la morte ha un volto strano, a volte è dolce a volte dovrebbe sparire e lasciare che le persone vivano ancora, ma l'accanimento terapeutico, no! Grazie per questo bellissimo poetare