Sonno
Lunabionda Valentina Di Caro
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a volte il sonno è turchino
setoso
asfittico certo... quasi polveroso
ed è polvere di nebulosa
come cipria su pelle di porcellana
il sonno è una gheisha
un tocco impalpabile
di lunghe dita istruite
il sonno ti corteggia
come una malia
un'amante puttana
ti lega le palpebre
ai pomelli d'ottone
ti infila una cuffia di merletto
e danza sinuoso
fra lenzuola di macramè
e copriletti di pizzo
da corredo
il sonno ti versa addosso
tisane di coriandolo e the verde
incensi madregali
liriche dantesche
d'un antico poetare
il sonno ristoratore
lui no, non ti lascia morire
lui...
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Commenti (2)
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alessio carlini17 febbraio 2012
anche lo stili come in questo caso, prende forma propria... un tripudio d'immagini che sembrano implacabili ed i versi per fortuna arrivano senza alcun sentore di scontatezza... un tema che raramente e in questo modo, viene trattato... molto apprezzata anche la chiusa che racchiude la propria intimità senza svelarla... ne esco davvero compiaciuto
Angela Fragiacomo17 febbraio 2012
splendide metafore per una delle condizioni che più amo, sarà che c'è sempre così poco tempo per dormire ed oggi farlo sereni è davvero un traguardo! l'ho assaporata tutta, lungamente... proprio come una tisana prima di coricarsi... piaciutissima!


