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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Angela Fragiacomo
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Sociale 17 febbraio 2012 · lettura 2 min · 3003 letture

Urlo

Angela Fragiacomo 657 poesie pubblicate
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per non impazzire in un nulla di fatto è questa la guerra del terzo millennio ci siamo distratti è bastato un iPhone gli uni agli altri assoggettati, un po' assopiti rossi o neri e chi più lo ricorda sotto questo grigio piombo in fondo la guerra sputa sempre contro vento dicono sia una bolla che sbuffa rancida, dicono sia economica intanto che abbiamo capito che forse ci tocca, ci schiaccia deflagra nel ventre sacrificale, cannibale vince dicono sia normale, forse necessaria e noi? Dopo attenta noiosa osservazione, la critica disfattista ed il carosello, sempre quello la satira intellettuale e quella sulle scale del vicino sotto un cielo plumbeo abbiamo la stessa sfumatura dei morti sulle poltrone nei salotti ma io urlo! Non vale! Mi fa male tutto questo silenzio, sotto le scarpe nuove ridatemi un cielo che sappia piangere lacrime scure e sangue! Voglio una rivoluzione! Ho paura del PIL a ribasso, del numero sul tabellone, morto che parla sgomenta dinnanzi al vuoto coatto, è guerra una roulette russa senza ostaggi, nessuna pietà, costa ora la Grecia poi sotto a chi tocca a picco sul fondo giocheremo a girotondo su macerie indiziarie indosseremo giubbotti anti scippo, e a calci già presi passeremo alle armi disperanti, convinti e non abbienti e attenti... che la Fame arma fino ai denti...
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preciso che il rosso del testo indica rabbia e non ha alcuna attinenza con schieramenti politici

L'autore
Angela Fragiacomo

Gli animali furono imperfetti, lunghi di coda, plumbei di testa. Piano piano si misero in ordine, divennero paesaggio, acquistarono nèi, grazia, volo. Il gatto, soltanto il gatto apparve completo e orgoglioso: nacque completamente rifinito, cammina solo e sa quello che vuole. . L'uomo vuol essere pesce

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Commenti (4)

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EnzoL17 febbraio 2012

ci fu un tempo, ormai remoto... in cui la piazza era una fucina... in cui a torto o a ragione si facevan valere le proprie idee... ora qualcosa è cambiato, qualcosa è cambiato... e come ben dici nel testo qui sopra... ci hanno 'intortato' e con una serie di mirate 'puttanate' ci hanno alla fine separato... non facciamo più corpo unico... e siamo deboli... il nostro giudizio non ha più valore, la democrazia è morta... ma... la fame è ben armata... non sono poi così sicuro... ci sono paesi che vivono una situazione simile, di completa sottomissione e continuano indefessi a chinar il capo... speriamo non sia così anche per noi... che tra un po' (sono fatalista) ci tocca! condivisa( e ps: il colore rosso m'impenna il cuore... che io son schierato)

C

molto intensa questa poesia e molto originale, complimenti all'autrice che sempre incanta coi suoi versi

Duilio Martino17 febbraio 2012

Ottima riflessione... in fondo le nuove generazioni sembrano non forgiate per certe cose... ma nella vita non si sa mai. Certo è che i ricchi hanno imposto regole sempre meno comprensibili e dominano i furbetti del virtuale. L'economia reale non corrisponde ai valori di borsa e di qui tanta speculazione che ha il potere di azzerare economie di Paesi interi. Che dire spesso viene voglia si di rivoluzione! Splendida la Infiocchetto!

rosanna gazzaniga18 febbraio 2012

Intensa ribellione in questa lirica, che si auspica una rivoluzione a tutte le parole astruse usate come baluardi dai media per impedire la comprensione alla massa, e una chiusa che è un monito, cruda verità. Il problema espresso in termini economici, è dura realtà di chi non riesce più a soppravvivere. E il pericolo è nell'aria... Lirica che affronta un tema condiviso, in versi particolari, di una intensità unica!