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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Angela Fragiacomo
Si attiva solo se vuoi tu — non parte da sola.
Donne 18 febbraio 2012 · lettura 1 min · 6028 letture

Recise

Angela Fragiacomo 657 poesie pubblicate
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quel Fiore vibra insopportabile al tuo ego e tu uomo senza nome e titolo privo d'immaginazione, livido invadendo insozzando sputi recidi imbavagli temi la luce, vampiro d'anima e sangue cola orgoglio, orrore dal coltello putrido da memorie dimentiche è mozzata Gioia! Vita sgorga su letti di fango i tuoi gesti, domìni deserti sulle tue ossa pesa una folgore, ti sfiora appena Gioia che ti sfugge che non ti comprende, non afferri libera, impavida spande petali amaranto lastricando strade battute d'odio musica un coro di papaveri ai prati vermigli son distese accecanti non sai non sai è Gioia è Femmina è Anima vive d'occhi accesi che nulla nulla spegne! Non si limita la vita, passa, entra ed esce dal fiore più bello dietro a un velo vola dove tu, uomo non sai non sai
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

A tutte le donne mutilate con la pratica dell'infibulazione, ancora oggi praticata al 95% delle bambine islamiche in Africa. Un orrore imperdonabile. A tutte quelle donne nascoste sotto un velo da una cultura che tenta invano di uccidere la Gioia.

L'autore
Angela Fragiacomo

Gli animali furono imperfetti, lunghi di coda, plumbei di testa. Piano piano si misero in ordine, divennero paesaggio, acquistarono nèi, grazia, volo. Il gatto, soltanto il gatto apparve completo e orgoglioso: nacque completamente rifinito, cammina solo e sa quello che vuole. . L'uomo vuol essere pesce

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Commenti (9)

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Annamaria Barone18 febbraio 2012

una delle pratiche più atroci, più feroci, più vergognosamente incivili e maledette che ancora esistono, e sappiamo che ce ne sono infinite, nel mondo, un cancro che scorre nel buio ed invade, perché nonostante l'informazione sono ancora infinite le donne che lo subiscono, ne basterebbe una e sarebbe già anche troppo. Una vergognosa dimostrazione di potere dell'uomo sulla donna considerata solo merce, un pezzo di carne per il suo piacere ed i suoi bisogni, ma quello che più è terribile è che sono donne ad infliggerlo ad altre donne... questo non ha né giustificazione né perdono, mai.

Clara Gismondi18 febbraio 2012

Notevole la chiusa ma bella tutta la poesia. L'uomo non sa capire ...è l'assunto... la donna rimane vittima di molti soprusi ma la vita non si limita... Contro l'ignoranza e la violenza di genere... un bell'omaggio. Grazie!

rosanna gazzaniga18 febbraio 2012

Una lirica dall'immenso spessore! Emblema della gioia limitata, l'atroce pratica diretta a sottomettere e umiliare la donna, al ruolo di riproduttrice! L'autrice ci dona una lirica che è intensa denuncia, colma di dolore e orrore, in versi sublimi!

Francesco Rossi18 febbraio 2012

Tematica forte, l'opera articola in versi l'orrore e la sciatteria dell'ignoranza che opprime le donne. Il resto è storia. poetata magistralmente.

Duilio Martino19 febbraio 2012

Da che mondo è mondo la donna ha messo paura all'uomo... recidere è una delle pratiche più usate poiché continua la paura... in un mondo che sembrerebbe disegnato per gli uomini ed in cui la donnaè solo... contorno! Splendido Poetare di una Autrice che tira fuori il meglio di se quando tratta argomenti che riguarguano le donne... merito di profonda capacità di analisi! Grande!

EnzoL19 febbraio 2012

già, e mi stupisco come oggi sia possibile una tale pratica, ma permettimi di esternare un osservazione... in quei paesi l'infibulazione viene praticata anche dalle madri alle figlie... certo sotto il consenso (totalitario) dei padri... resta comunque una pratica arcaica senza senso e prettamente maschilista... ottima la poesia e i versi... che condivido

Donatella Pezzino20 febbraio 2012

Vibrano la rabbia e lo sdegno per una pratica barbara e disumana che recide la donna nel profondo, marchio atroce di un'egoismo che svilisce l'uomo e lo trasforma in un mostro. Versi di straordinaria sensibilità che condivido commossa.

Giuseppe Boccanfuso25 febbraio 2012

La crudeltà non ha limite, in alcuni casi supera l'inimmaginabile e questi tuoi versi ci riportano ad un'orrore che non ha urli così forti da farlo cessare, almeno i tuoi versi, duri e decisi, ma con la dolcezza che ti contraddistingue, evitano di farcelo dimenticare. Come sempre letta e riletta con la stessa emozione rabbiosa di chi si sente "impotente".

Giacomo Scimonelli25 febbraio 2012

una dedica che condivido ed apprezzo... poesia di denuncia per questo macabro rito che ancora vive in molte realtà arretrate culturalmente dove la donna non conta quasi ''nulla''...intensa...