Volo di Anubi
Stefano Drakul Canepa
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respiri neri
oltre il mio viaggio
fra i lamenti
E' il volo della rondine in un cielo di carne,
la sete di scorpione nel deserto di cenere
che tu volevi, Anubis, dio di una morte lieve
che ci fa tremare il cuore fino al mattino.
E' una notte cupa, un velo di piombo nero
che fa di uno sciacallo un idolo di sangue
e di tutte le lune vergini uno spigolo di buio
da sacrificare al destino. Fiato di un sogno.
Membra di un corpo immane, di un cane
che sorveglierà le nostre spoglie durante
il viaggio attraverso lo spazio, attraverso
le oscurità di uno sconosciuto avello scuro.
E' una nuvola fragile, un canto alla morte
che scioglie ombre e diventa seta alle voglie,
cera alla sorte dei custodi delle gocce nere.
Cane di thinis, fumo lucido ai profumi aldilà.
Oltre la morte, oltre il fiume che separa vita
oltre lo scettro che governa respiri e lamenti.
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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Laura Maira18 febbraio 2012
Anubi, dio della Morte dalla testa di sciacallo, Protettore della Necropoli... Meravigliosa questa figura Egizia dal grande valore magico e simbolico, e meravigliosa questa poesia mistica e potente, oscura e intrigante che è come un inno o un canto all'aldilà. Stupendo! Grande impatto emozionale, lascia senza fiato questa lirica. Complimenti

