Amica mia
Antonella Scamarda
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Non tendere l'orecchio alla mia voce
oggi salirebbero alle labbra parole
incomprensibili
come di lingue perdute
che nessuno saprebbe capire.
Non domandarmi perché resto
inchiodata
sulla soglia dell'inverno
ché troppo a lungo ho creduto d'essere
al riparo dalla pioggia, e invece
guarda ora con quanta
tenerezza
il vento asciuga le mie ciglia
odorose
e queste stille lucenti...
Non chiedermi perché resto ad occhi chiusi
in quest'Oscurità.
Oggi son io questo Buio
che abbraccia un Tempo
che non può finire
un sogno che non vuole
smettere mai.
Lasciami esser muta, in questa stanza.
Qui
dove l'eco del mio Sole
rimbalza
son io anche il silenzio
amica mia
che trema fra le rime
dell'ultima Poesia.
©
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L'autore
Antonella Scamarda
Commenti (2)
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Daniela Pacelli19 febbraio 2012
Ho letto questa poesia con partecipazione spontanea, perché è scritta col cuore, lineare nello splendore di emozioni che si provano e che si trattengono. A volte, non sappiamo spiegarci il motivo, ma preferiamo rimanere inchiodati al buio della nostra stanza ed il silenzio è la nostra arma di forza, ma chi ci vuole bene saprà capire le ragioni del silenzio. Molto bella e condivisa in toto. Complimenti Anto, sempre bello leggerti!
Anna Maria Scamarda20 febbraio 2012
Il silenzio... si ha tanta voglia di silenzio, a volte... Per ritrovarsi o perdersi... e poi ritrovarsi ancora... all'infinito... Triste e poeticamente bellissima...


