Mah! Prendo il largo

Gli animali furono imperfetti, lunghi di coda, plumbei di testa. Piano piano si misero in ordine, divennero paesaggio, acquistarono nèi, grazia, volo. Il gatto, soltanto il gatto apparve completo e orgoglioso: nacque completamente rifinito, cammina solo e sa quello che vuole. . L'uomo vuol essere pesce
Commenti (8)
un incisività in questi versi che quasi sembrano rasoiate, un sentore stanco della mondanità e delle sue comode apparenze ... dove esiston famosi parrucconi ricchi di saccenza... ci leggo in chiusa un distacco, netto, un prender le distanze da palesi e 'ragnatelanti' pensieri... uno schiaffo ben dato!
Ti leggerei all'infinito perché in ogni finito rigo c'è l'inizio e la fine di un'emozione, sei una grande poetessa ed i tuoi versi sono doni per chi legge
Una stanchezza secolare, una gran voglia di lasciarsi andare, di riposarsi, interrompere sia pure per poco la fatica di vivere e abbandonarsi. Questo mi suggerisce la splendida lirica, scritta come sempre con una maestria che cattura il lettore.
Mi è parso di vivere in un incubo che non ha mai fine, come un cane che si morde la coda. Ha tutto inizio con un mare in tempesta, e finisce con la trappola del ghiaccio. Una poesia d'introspezione che da voce agli incubi. Perlomeno, a quelli miei peggiori.
Magnifica introspezione, una lotta per poter continuare a navigare nel mare immenso dell'esistere. Plauso all'autrice!
Una Grande lirica introspettiva che han fatto bene a mettere in "rime scelte"...Tulle gli affanni in quel navigare... Una chiusa straordinariamente bella per una poesia Preziosa da segnalare ed infiocchettare!
e meritatamente viene posta questa lirica in rime scelte, a sottolineare la forza e la bellezza di questa profonda riflessione, fatta quasi a raccontare una fiaba, ricca di metafore, e si dipanano l'anima ed i pensieri lungo scalette a strapiombo su mari tempestosi, pirata e comandante, ma di cosa? di quale flotta? Non navi da battaglia, ma teneri gusci di noci intrecciati di fusti giovani e morbidi, ogni giorno un inizio... la chiusa svela "l'inganno": si naviga a vista, attenti a non incastrarsi nei ghiacci di situazioni senza via d'uscita, la voce trattenuta in un nulla da dichiarare...
Dire stupenda è poco per questa introspezione che ha superato ogni limite metaforico, un navigare nella propria anima, a superare tempeste e bufere di vento senza mai allentare la presa al timone della propria vita. Rime scelte beh! direi di più.








