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Introspezione 20 febbraio 2012 · lettura 1 min · 1383 letture

Psicodramma

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Paolo Morganti 1117 poesie pubblicate
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Colori, rapiti dalle pupille stendi allegoriche immagini sul telaio scorrono fantasmagoriche frottole cantore di gesta. Benedetto fievole raggio di sole filtra tra nembi lanosi si fionda sul palco ti segue. chiusi gli ombrelli in silenzio, ancestrale silenzio attenti alla gragnuola di parole. Quando poi la sera stanco al desco ti siedi il pane che spezzi il vino che bevi il cibo che mangi offerto dal pubblico onesto lo prendi e ringrazi. Cosi muove il giorno fino alla sera, saltimbanco canti la vita che sfugge tra le dita per la coda la prendi.
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Paolo Morganti
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Commenti (5)

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C

ognuno è re o regina a casa propria, quando trova affetto sincero dalle persone care, mentre fuori dalle pareti domestiche deve sempre e comunque recitare, ottima poesia

Fiammetta Campione21 febbraio 2012

In fondo il palcoscenico è un po' come la vita, spesso si è costretti a recitare un ruolo, e ci si sente inchiodati perfino, in quel ruolo... Profonda lirica che induce alla riflessione, in versi molto graditi.

g

Bella descrizione di una giornata di un saltibanco "cantore di gesta" e significativi i versi finali... tanti gli spunti di riflessione e di meditazione ...

Giacomo Scimonelli21 febbraio 2012

recitare per divertire altri quando dentro non si ha voglia può arrecare tristezza e malinconia... io interpreto così questi versi di POESIA... poesia che regala sensazioni accompagnati da un ottima scelta come sottofondo musicale... bellissimo binomio

Angela Fragiacomo22 febbraio 2012

malinconica introspezione, lodevole la lucidità con cui l'autore si analizza e porge il suo sentire al pubblico, come il saltinbanco che di quello vive e poi la sera solo, si sfama... impietosa, grande, lascia una scia riflettente...