Neve
Stefano Acierno
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Cadeva,
fitta,
la neve.
Accecante
in quel cielo,
corrusco,
inondato dal bianco.
Interrompeva un mondo
e,
luccicando negli occhi,
filtrava il tuo volto,
giovane,
arrossato,
che m’incantava
dopo che ci avevamo corso,
ragazzi,
su quel fondale di luce.
E dopo,
di sera,
il mio cane,
(una piuma bagnata)
le zampe nel bianco,
le froge nel vento,
annaspava nel ghiaccio.
Inseguiva il tempo.
Aggrediva il chiarore,
che
di nuovo
scandiva pensieri.
Risvegliava,
in un punto profondo,
le nenie infantili
che cullavano i sogni
dopo che la neve
aveva sommerso i giorni
di un bimbo
che n’era rapito.
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